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Un estratto di cannabis con un rapporto CBD/ THC di 20 a 1 ha ridotto le convulsioni in uno studio aperto con 57 pazienti affetti da varie forme di epilessia. L’indagine è stata condotta da ricercatori dell’Unità di Neurologia Pediatrica presso il Centro medico di Tel Aviv, in Israele. I pazienti di età compresa tra 1 e 20 anni sono stati trattati per almeno 3 mesi con un follow-up mediano di 18 mesi. La dose giornaliera media di CBD era di 11,4 mg/kg di peso corporeo, corrispondente a 0,55 mg di THC/kg di peso corporeo. 46 pazienti sono stati inclusi nell’analisi di efficacia.

Ventisei pazienti (56%) hanno avuto almeno il 50% di riduzione della frequenza media delle crisi convulsive. Non c’era alcuna differenza statisticamente significativa nel tasso di risposta tra varie eziologie di epilessia e ceppo di cannabis utilizzato. L’età più giovane all’esordio del trattamento (più giovane di 10 anni) e la dose più alta sono stati associati a una migliore risposta al trattamento. Gli autori hanno scritto che i loro “risultati suggeriscono che l’aggiunta dell’estratto di cannabis arricchito con CBD al regime di trattamento dei pazienti con epilessia refrattaria può comportare una significativa riduzione della frequenza delle crisi secondo quanto riferito dai genitori”. Tuttavia, gli effetti possono essere dovuti al THC, almeno in parte.

E’ l’ennesima conferma delle capacità anticonvulsivanti della cannabis e del CBD in particolare, con diversi studi che ad oggi stanno indagando i cannabinoidi come un’ottima arma per trattare i sintomi di diverse forme di epilessia farmaco resistente, soprattutto in casi pediatrici. Anche in Italia questo tipo di cure è già una realtà ad esempio presso l’ospedale Gaslini di Genova, dove decine di bambini vengono trattati con la FM2, la cannabis prodotta presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, o con l’equivalente olandese, il Bediol.

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